Come far tornare i fedeli a messa? L’esperienza di Grimsby, Inghilterra: contano i rapporti personali

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Nella sua esortazione apostolica, “Evangelii gaudium”, Papa Francesco ha invitato ogni comunità a discernere quale sia il possibile cammino di evangelizzazione richiesto nella realtà di oggi. La Chiesa inglese ha risposto con un progetto che, nella parrocchia di st. Mary’s on the Sea, a Grimsby, ha raddoppiato il numero di fedeli alla messa di Pasqua. Suggerimenti e materiali per l’evangelizzazione sono stati distribuiti anche nelle altre parrocchie, in Inghilterra e Galles, in vista della domenica per la missione che ricorre, quest’anno, il 21 settembre col tema “Evangelizzazione… nel cuore della famiglia”. A illustrare il progetto a Londra, nella sede della Conferenza episcopale, sono stati i protagonisti dell’iniziativa: il vescovo per la catechesi, Kieran Conry, la responsabile del settore evangelizzazione, Clare Ward, il parroco di st. Mary’s on the Sea, don Joe Wheat e la dottoressa Ann Casson.
La fatica di tornare. “Sapevamo che moltissimi cattolici non vanno a messa alla domenica e volevamo capire le ragioni”, ha spiegato il vescovo per l’evangelizzazione, monsignor Kieran Conry. “Spesso non ci sono motivi specifici. Purtroppo, una volta che si sono allontanati, fanno fatica a tornare. Fa paura rientrare in una chiesa dove non sei andato per alcuni mesi. Ci si sente in imbarazzo, indicati a dito e non si sa che cosa fare”. “Col nostro progetto, che si intitola proprio ‘Varcare la soglia’, abbiamo voluto dare ai parrocchiani la fiducia necessaria per raggiungere questi cattolici lontani rendendo accogliente la chiesa”, continua monsignor Conry. “Né ci importava il numero di quelli che sarebbero tornati, ma, soltanto, far sapere loro che li aspettiamo sempre”.
Contano i rapporti personali. “La chiave sono i rapporti personali”, continua Clare Ward, che ha coordinato il progetto della Conferenza episcopale in 5 parrocchie del Lincolnshire e nella cattedrale di Nottingham. “I cattolici che frequentano la chiesa devono sentirsi sufficientemente sicuri, dentro loro stessi, per poter avvicinare chi si è allontanato”. “Le occasioni sono state opportunità semplici, le piccole cose della vita quotidiana, nella tradizione di santa Teresa di Gesù bambino”, continua Clare Ward. “La cattedrale di Nottingham ha deciso di aprire le proprie porte, alla sera, per l’adorazione del Santissimo Sacramento. L’aumento dei fedeli, in alcune parrocchie, è stato del 100%. Per noi, del dipartimento di evangelizzazione, è stata un’occasione importante per imparare come raggiungere chi si è perso per strada. A ognuna delle parrocchie che prendevano parte al progetto sono state offerte 600 sterline dalla conferenza episcopale”.
A Grimsby si raddoppia. A contare quanti fedeli sono tornati in chiesa è stata la parrocchia di st. Mary on the Sea, a Grimsby, nella quarta zona più povera di Inghilterra, che ha visto il numero di fedeli raddoppiati alla Messa di Pasqua. “Abbiamo ottenuto questo risultato invitando le famiglie con bambini piccoli ad attività di disegno e artigianato a Pasqua, dipingendo uova e costruendo cappelli di Pasqua. Aspettavamo una ventina di persone ma ne abbiamo avute 80”, spiega don Joe Wheat, il parroco. “A Natale, attraverso la rivista della parrocchia e sulla prima pagina del giornale locale, abbiamo fatto pubblicità alla messa di mezzanotte a lume di candela e l’aumento dei fedeli è stato del 50%. Abbiamo cominciato anche ad avere, a ogni messa, dei fedeli all’ingresso della chiesa che distribuiscono il foglio della messa e il libretto dei canti a chi arriva, pronti a rispondere a ogni domanda di chi non conosce bene la chiesa”, spiega don Wheat.
Non è questione di numeri. “Per Pasqua abbiamo organizzato una camminata di testimonianza, il venerdì santo, per le vie della città. Ci aspettavamo poche persone e invece abbiamo avuto un bel gruppo. Siamo arrivati al centro della città e abbiamo recitato una preghiera e distribuito un centinaio di voucher che davano diritto a una tazza di tè e a un dolce nel caffè lì vicino”, continua il parroco di st. Mary’s. “Siamo riluttanti a identificare il successo col numero di persone che vengono a messa alla domenica”, continua Wheat: “A noi non interessava riportarle in chiesa a tutti i costi ma fare sentire loro che la parrocchia era ancora lì per loro e non avevano perso il contatto con essa”. Insomma, spiega il sacerdote, anche un rapporto saltuario con la chiesa è molto significativo.
Una vita arricchita. È “cattolico anche chi non va sempre a messa”: come ha dimostrato, in una seconda parte del progetto presentato a Londra, la dottoressa Ann Casson. La studiosa ha intervistato, faccia a faccia, 39 genitori che mandavano i figli in una scuola cattolica senza essere praticanti e, con un questionario, altre 107 persone. “Anche se queste persone frequentano solo ogni tanto la messa, sentono che la loro vita viene arricchita dalla fede cattolica e sono desiderosi di mandare i loro figli in una scuola che comunichi loro la fede”.

 

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