Hillary Clinton entra nella storia. È la prima donna candidata alla Casa Bianca

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“È storia. Questo momento è per ogni bambina che sogna in grande. Più forti insieme”. è stato questo il commento di Hillary Clinton postato su Twitter dopo le parole di Bernie Sanders, lo sconfitto delle primarie pronunciate la scorsa notte durante la convention democratica presso il Wells Fargo Center Philadelphia. Infatti, quando lo Stato di Sanders, il Vermont, è stato chiamato a esprimersi, il politico statunitense ha chiesto di interrompere le votazioni e sospendere le regole per “nominare Hillary per acclamazione”.

Otto anni fa era stata proprio Hillary Clinton a prendere il microfono e a schierarsi con Barack Obama suo avversario nelle primarie. Dunque l’ex responsabile della diplomazia statunitense, nata Hillary Diane Rodham il 26 ottobre 1947 a Chicago, raggiungendo la fatidica soglia dei 2.382 voti nel corso della conta dei delegati che le sono valsi la designazione per la sfida a Donald Trump alle presidenziali del prossimo 8 novembre, è entrata nella Storia, essendo la prima donna a correre per la presidenza degli Stati Uniti.

Le parole di Sanders, così come la proclamazione della candidatura dell’ex first lady, sono state accompagnate da un boato liberatorio che ha spazzato via le tensioni dei giorni scorsi. I sostenitori dell’anziano senatore, nato a New York, 8 settembre 1941, hanno manifestato tutto il loro sostegno al loro leader e alla sua piattaforma politica e non sono mancate le proteste contro Hillary Clinton. Ma ha prevalso l’unità del partito in vista della sfida a Trump. Tre atti, tre passaggi delicati per incoronare Hillary Clinton alla convention democratica di Philadelphia, “città dell’amore fraterno”, fondata nel 1682 dal quacchero William Penn, una delle più antiche città degli Stati Uniti d’America.

L’altro giorno ha aperto la convention Michelle Obama, la First lady, oggi è il turno del Presidente, Barack Obama, nel mezzo il passaggio più atteso, l’intervento di Bill Clinton in favore di sua moglie. Del resto Bill conosce meglio di chiunque altro Hillary e, Bill Clinton sul palco di Philadelphia affermando “Hillary cambia le cose davvero, altri promettono un cartone animato” offre una prospettiva inedita della donna che si candida a diventare il prossimo novembre il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Per larghi settori dell’opinione pubblica, compresa quella democratica, i Clinton rappresentano un mondo vecchio, il potere politico fondato sulle relazioni, su finanziamenti opachi. Obiettivo di Bill Clinton è provare a convincere gli elettori che non è affatto così: Hillary è sempre stata la più brava, la più preparata: da studentessa, da avvocato, da First Lady, da Senatrice, da Segretario di Stato. Tutto ciò, perché “è una donna altruista, appassionata, compassionevole”, a quasi settant’anni, nonna Hillary è ancora “un concentrato di energia, un potente fattore di cambiamento”.

“Hillary Clinton 2016. Hillary for America” è lo slogan della Clinton, già senatrice e Segretario di Stato, la quale prima di intraprendere l’attività politica, ha esercitato la professione di avvocato e docente di diritto penale, diventando la prima donna a essere ammessa come socio nel “Rose Law Firm”, uno degli studi legali più antichi degli Stati Uniti. Hillary è sposata con Bill Clinton dal 1975, dalla loro unione è nata nel 1980 la loro unica figlia, Chelsea; a seguito dell’elezione del marito alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America, la Clinton è stata first lady dal 1993 al 2001. In seguito ha prestato servizio per otto anni come senatrice in rappresentanza dello Stato di New York (2001-2009), venendo eletta per il suo primo mandato mentre era ancora first lady e diventando quindi la prima moglie di un presidente a ricoprire una carica elettiva. Nel 2008 Hillary Clinton ha preso parte alle elezioni primarie del proprio partito in previsione delle consultazioni presidenziali dello stesso anno, nonostante i sondaggi della vigilia la vedessero largamente favorita, dopo un aspro confronto fu sconfitta a sorpresa dal senatore Barack Obama, conseguendo tuttavia il maggior numero di suffragi popolari, quasi 18 milioni, nella storia delle primarie statunitensi. La senatrice annunciò in seguito il proprio appoggio nei confronti di Obama, che fu eletto 44esimo Presidente Usa.

Dopo oltre due secoli di storia, per la prima volta gli Stati Uniti hanno una donna candidata alla Casa Bianca, che però deve ancora superare l’ostacolo Trump a novembre.È

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1 commento

  1. silvana messori on

    da donna dovrei parteggiare sempre per le donne ma non è detto che “debba” essere a tutti costi!
    La Signora, come si vede nelle consuetudini dei Paesi Anglo-Sassoni, mantiene il cognome del marito Bill, ma Hillary( questo nome proprio mi piace moltissimo) è stata bravissima ma anche ambiziosissima e, giunta oggi dopo altro tentativo all’obiettivo che Lei si era prefissa, fin dal Suo sostegno per un “marito presidente” perché i tempi non erano ancora maturi, per una candidata donna alla Presidenza della più grande potenza mondiale. Naturalmente dei due “candidati” scegliere “il meno peggio” sarebbe la soluzione ma non vorrei che proprio la Sua candidatura, sia causa di un’eventuale vittoria di Trump, che porta come bagaglio il “contro” a tutte le Politiche perpetrate proprio dai predecessori, compresa la Clinton, e che vede una America, anch’essa divisa e poco convincente nelle attuali situazioni planetarie. Speriamo che dal passato agire, si intraveda uno spiraglio di luce anche sull’immigrazione e conseguenti azioni nel limitare le diseguaglianze.

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