Ash con i suoi Pokémon insegna che fatica e dedizione possono portare a grandi risultati

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10 gennaio 2000: milioni di bambini in Italia assistono per la prima volta alle avventure di Ash Ketchum accompagnato dal suo Pikachu nella serie a cartoni animati dei Pokémon . 6 luglio 2016: milioni di ragazzi per la prima volta posso incominciare il loro cammino da allenatore di Pokémon tornando bambini e diventando neozelandesi. Avete letto bene, Pokémon Go, l’applicazione che permette di catturare Pokémon di prima generazione, ha creato un’attesa tale che numerosi giocatori italiani e di altre nazionalità si sono iscritti in anticipo scaricando la versione riservata ai neozelandesi. Questo gioco è diventato un vero e proprio tormentone fin dal giorno del rilascio e la motivazione a nostro parere è molto semplice. Con questa applicazione si può giocare ovunque e in qualsiasi momento, connessione internet permettendo. Si gioca mentre si porta fuori il cane, quando ci si incontra tra amici, quando si aspetta qualcuno che è puntualmente in ritardo, mentre si beve un caffè al bar. C’è perfino chi sul finestrino della macchina ha scritto con ironia «Se vado piano superatemi, sto cercando i Pokémon», perché il Gps del gioco quando la velocità aumenta smette di funzionare. I Pokémon sono ora a portata di smartphone e grazie a questa applicazione si è dei veri allenatori, ma che impatto può avere un fenomeno del genere? Il gioco non ha caratteristiche alienanti, non incita alla violenza ed è da sottolineare la formazione di alcuni gruppi per andare alla ricerca di questi mostri tascabili, anche se le critiche per violazione di proprietà private, allenatori al volante e giocatori fanatici non sono mancate. Ai giudizi negativi rispondono il divertimento e il sogno coltivato fin da bambino di emulare un idolo come Ash che, con i suoi Pokémon, ha insegnato a un’intera generazione come la fatica e la dedizione possano portare a dei grandi risultati. È solo un gioco, ma rivivere le emozioni provate davanti alla TV giocando con l’immaginazione è sempre qualcosa di affascinante.

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