I doppi migranti. Dal Ghana a Bergamo e poi a Londra. Vent’anni dopo, pronti a ripartire da zero

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Appena giunto a Bradford, in Inghilterra, nella Missione Cattolica Italiana diretta dal bergamasco don Lorenzo Frosio, conobbi Tony e le sue due figlie adolescenti, da pochi mesi emigrati da Corna Imagna. Nulla di strano, se non fosse che Tony è l’abbreviativo di Anthony, cittadino italiano sì, ma di origine ghanese. Dopo oltre vent’anni in Italia, prima a Palermo poi in Valle Imagna, sulla soglia dei 50 anni, Tony decise di emigrare nuovamente a causa della perdita del lavoro e soprattutto «per dare un futuro migliore alle figlie». Che, però, rimpiangevano l’Italia, più precisamente Corna Imagna. E lo ribadivano con l’accento valdimagnino e stando attaccate ai social per comunicare con gli amici rimasti in patria.

Quella di Tony, però, non è una storia singolare. Abderrahim, di Bergamo città, sulla sessantina, d’origine marocchina, è stato per anni impegnato nel sindacato bergamasco, ma tre anni fa decise di lasciare l’Italia da cittadino italiano per trasferirsi a Bruxelles. «Per l’università di mia figlia e per la sua carriera» disse di fronte alla mia incredulità. Ferdinand, quarantenne di Ponteranica, è d’origine togolese e cittadino italiano. L’anno scorso si è trasferito con la famiglia in Lussemburgo, a seguito delle difficoltà lavorative riscontrate. Torna spesso qui per venire a trovare la famiglia della moglie, italiana d’Italia, e gli amici. Del Lussemburgo mi dice: «Ho trovato subito lavoro per i miei studi e competenze, ma le persone faticano a salutarti. Ho stretto amicizia solo con altri due italiani, anche loro emigrati negli ultimi anni». Poco fa, inoltre, ho scoperto che anche Hanane, signora d’origine marocchina che conobbi ai seggi elettorali nel 2013, ha fatto le valigie e si è trasferita da Cene in Francia.

Non sono pochi gli italiani con backgroud migratorio, cioè gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana, che negli ultimi anni stanno emigrando nuovamente. Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo 2016, solo nel Regno Unito ci sono 5 mila famiglie di provenienza bengalese con cittadinanza italiana. Il fenomeno però è impossibile da calcolare perché questi “doppi migranti” rientrano nelle statistiche di coloro che lasciano l’Italia da italiani.

Di là dai numeri, ciò che stupisce è che queste persone che hanno già affrontato la fatica di inserirsi in una nuova società da stranieri, vent’anni dopo (e in età più avanzata) hanno il coraggio di ripartire di nuovo da zero.

Se per alcuni il raggiungimento della cittadinanza è un elemento strategico che apre le porte all’Europa, per molti altri invece la “seconda emigrazione” è stata un atto dovuto alla crisi perché in Italia avevano trovato la loro patria e la cittadinanza era il suggello di questa scelta. Perdendo queste persone, l’Italia perde dei catalizzatori di integrazione, coloro che maggiormente favorivano questo processo. È un po’ come accade quando facciamo scappare i migliori cervelli all’estero.

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