Maria vista con gli occhi dei bambini: l’ora di religione alla scuola dell’infanzia

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Avvicinare i bambini al mondo cristiano può sembrare complicato, ma la riuscita o meno dell’avvicinamento dipende tutta da come si presenta l’argomento. Ne sa qualcosa suor Annamaria Carminati, responsabile della scuola materna parrocchiale di Verdellino, che ogni settimana organizza l’ora di religione per i suoi bambini.
«I bambini vengono introdotti con la musica per far capire loro che è un momento diverso dagli altri e che richiede la loro attenzione. – spiega Suor Annamaria – Una volta attenti, vengono invitati al silenzio e da lì si sviluppa la piccola lezione di religione con passi del Vangelo e dei brani studiati appositamente per i più piccoli».
L’ora di religione alla scuola materna è un momento in cui i bambini incontrano Gesù e la delicatezza dell’incontro si rispecchia nella cura di creare tre percorsi differenti per le tre fasce d’età in cui sono suddivisi i bambini.  Non è solo seduti in cerchio che avvengono queste lezioni, ma anche andando in chiesa, al santuario oppure partecipando a dei momenti di preghiera in cui i piccoli sono i protagonisti. «I bambini riconoscono la chiesa come un luogo particolare – racconta suor Anna – e sono sempre affascinati quando scoprono qualcosa di nuovo. Quando organizziamo dei momenti di preghiera, ai bambini viene chiesto di imparare a memoria delle frasi e i genitori rimangono sempre stupiti dall’impegno che mettono i propri figli nel pregare insieme».
La scuola materna è intitolata alla Madonnina dell’Olmo, il cui santuario è proprio a Verdellino, e suor Annamaria ha pensato di mettere in risalto il mese di maggio con dei piccoli impegni giornalieri per tutti. «Quando arrivano al mattino, i bambini trovano all’ingresso un cartellone su cui vi è scritto l’impegno del giorno e lo leggono insieme ai loro genitori o a chi li accompagna in quel momento. ‘Oggi aiuterò ad apparecchiare la tavola’ oppure ‘Riordinerò i miei giochi’, piccoli impegni giocati sempre in chiave positiva così che il bambino non lo legga come un richiamo, ma un bel gesto da donare a chi li ama».
Per introdurre meglio la figura di Maria, suor Annamaria ha portato i bambini in chiesa per mostragli una riproduzione della ‘Pietà’ e ha chiesto, secondo loro, cosa stesse facendo Maria. «La prima risposta mi ha fatto sorridere –ricorda suor Annamaria- ‘Maria tiene in braccio Gesù perché è stanco ’, questo fa capire come i bambini confrontino ciò che gli viene detto con la realtà. Quando sono stanchi vanno in braccio alla loro mamma e allora, giustamente, hanno pensato che anche Gesù stesse facendo lo stesso. Rispondono con una naturalezza che fa riflettere gli adulti e, delle volte, ci mette anche alla prova».
«I bambini sono affascinati da Gesù e dalla sua storia. – continua suor Annamaria – Delle volte, quando sono agitati, consiglio loro di tornare in classe dalle maestre se non sono interessati, ma nessuno l’ha mai fatto. Sono sempre rimasti. Nei momenti dedicati alla religione, oltre alla storia di Gesù, l’obiettivo è di passare un messaggio di rispetto e accoglienza tramite gli insegnamenti del Vangelo. ‘Gesù è nel cuore di tutti’ dicono sempre a loro, al di là di tutto ciò che succede Gesù è sempre con noi».
<<Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.>>

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