Ci sono, mi vedi? Due incontri sull’adolescenza con Aeper al Qoelet di Redona

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L’adolescenza è un periodo di profonde trasformazioni e, per i genitori, di turbolenze difficili da gestire. Aeper nell’ambito della campagna #Diventaregrandi non è sempre una festa propone due interessanti incontri di approfondimento. Il primo si svolge questa sera al cineteatro Qoelet di Redona, in via Leone XIII n. 22 (ingresso libero, parcheggio in via Goisis 96/b). Interviene Alessandra Marcazzan, psicoterapeuta dell’istituto Minotauro, sul tema “Corporeità nel mondo virtuale”. L’obiettivo è indagare sul modo in cui il corpo viene vissuto, esposto, ferito, nascosto e rarefatto dagli adolescenti di oggi, per offrire a genitori ed educatori alcune prospettive e chiavi di lettura per comprendere l’adolescenz di oggi in un contesto culturale che valorizza l’estetica del corpo tra reale e virtuale, che trasforma il corpo in una tavolozza su cui scrivere e disegnare. Sono molti i comportamenti “strani” o devianti che riguardano gli adolescenti, da quelli più allarmanti come l’autolesionismo ai disturbi del comportamento alimentare ad altri più diffusi come i tatuaggi o i piercing. Alessandra Marcazzan proverà a raccontare cosa significano, come comprenderli meglio, quando è il caso di preoccuparsi. L’incontro successivo si svolgerà il 21 maggio alle 20,45, sempre al cineteatro Qoelet di Redona. Mauro di Lorenzo, psicoterapeuta dell’istituto Minotauro, parlerà di “Giochi pericolosi, giochi proibiti, giochi evolutivi in adolescenza”. In questo caso si parlerà di adolescenza come di quel periodo speciale in cui si giocano molte possibilità di sviluppo, come un’occasione da cogliere. Qual è il limite tra una “normale” trasgressione e cosa invece deve suscitare davvero preoccupazione? «Nel lavoro con gli adolescenti che comunicano attraverso azioni dirompenti e a volte difficili da tollerare – spiegano gli organizzatori nella presentazione dell’incontro -, l’obiettivo è andare oltre la gestione del comportamento e cercare di aiutare gli adolescenti a prendere in mano le loro vite e a diventare adulti responsabili. Per farlo, una premessa imprescindibile è cercare di guardare al di là del comportamento e provare a decodificare le azioni impulsive, rischiose o distruttive degli adolescenti di oggi come gesti carichi di significati evolutivi, in altre parole come modalità disfunzionali per tentare di raggiungere obiettivi evolutivi legittimi».

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