Il backstage del Cre. Le sfide del coordinatore: collante e punto d’equilibrio per la squadra degli animatori

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L’estate è arrivata solo da una settimana, ma la classica abbronzatura da muratore (con il segno di pantaloncini e maglietta per intenderci) c’è già, puntuale come un orologio svizzero dal primo giorno di Cre. È così tutte le estati dal 2010, anno in cui ho indossato per la prima volta la maglia da animatrice. Nelle casse risuonava ‘Super Mascherina Animatore’, il titolo era ‘SottoSopra’  e mi apprestavo a iniziare questa nuova avventura. Non so perché decisi di fare un’esperienza simile: il Cre non mi aveva mai attirato più di tanto e da ragazza avevo provato a parteciparvi solo due settimane nell’anno della terza media, eppure ero lì con la mia maglietta da animatrice a mettermi in gioco nella grande macchina del Cre e mi piaceva da matti. Dopo un primo anno con alti e bassi nell’affrontare le responsabilità, mi venne voglia di scendere in campo anche negli anni successivi provando a sviluppare le mie passioni e cimentandomi in nuovi ambiti in cui non avevo mai spiccato. I laboratori manuali, per esempio, erano uno dei miei peggiori incubi, ma dopo varie lotte tra colla vinilica, pennelli e perline ho imparato ad apprezzare anche questo lato del Cre scoprendo che non è poi così male.
Le difficoltà in un Cre non stanno solo nel semplice laboratorio manuale ovviamente. Un’altra grande sfida è riuscire ad esser parte della squadra degli animatori facendo regnare l’armonia. Portando la mente alle prime revisioni da animatrice mi ricordo che non era per niente facile far andare d’accordo tutti nonostante fossimo un gruppo di una trentina di persone. Le idee e i modi di fare erano diversi da persona a persona e spesso alle riunioni il don giocava il ruolo del moderatore. Nonostante tutto, però, si trovava sempre il modo per far funzionare la macchina degli animatori in cui ciascun faceva la sua parte, grande o piccola che fosse.
Quando ero animatrice mi veniva chiesto di collaboratore svolgendo una piccola parte, ma allo stesso tempo importante. Da coordinatrice, invece, la responsabilità che si ha sulle spalle è più grande e si fa sentire, ma se ami ciò che fai non ti peserà mai. Il ruolo del coordinatore è delicato: non solo deve organizzare il Cre quando ancora l’estate è un lontano miraggio ed è nel pieno della sessione degli esami, ma deve far lavorare la squadra degli animatori. Cosa c’è di complicato? Tutto. Non è scontato riuscire a far funzionare una squadra di animatori che è un po’ come una famiglia allargata in cui il coordinatore è un po’ come un fratello maggiore: si litiga, si scherza, si lavora, si mette a soqquadro un oratorio per un mese (anche di più) e alla fine arriva sempre l’immancabile nostalgia. Una nostalgia densa di tutto l’impegno messo in campo che ti fa voltare indietro mostrandoti cosa un semplice gruppo di ragazzi è riuscito a fare per centinaia di bambini: un grande lavoro che costa fatica, ma che regala sempre molta felicità.

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