I pensieri dei giovani sullo Young’s Wall: la spiritualità non è un tabù

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“Che idee hanno i giovani?” “Quali sono i loro valori?” “Cosa gli passa per la testa?” “Sanno riflettere o vivono sulle nuvole?”: queste sono solo quattro delle domande che qualunque adulto si pone pensando ai giovani. Domande che sembrano difficili da porre: quando riguardano la fede sembra tutto molto più complicato eppure sullo Young’s Wall la spiritualità non è un tabù. Young’s Wall è una bacheca presente sul sito Young’s su cui ogni giovane può dire la propria idea riguardante qualsiasi argomento con un’assoluta libertà e ci sono anche frasi riguardanti il mondo della spiritualità. C’è chi crede, chi dice di dover ancora trovare la fede e chi, invece, non crede, ma si sente emotivamente coinvolto dalla religione praticata da parenti o amici.
Sullo Young’s Wall non mancano le provocazioni né tanto meno i dubbi: “Sono più sante le mani che aiutano che le bocche che pregano” oppure “Oggi sono stato ad una cresima, anche se non ci credo è stato un bel momento”. Entrambi sono pensieri che provocano, ma sempre nella volontà di aprire un dialogo e in contrapposizione a ogni immobilismo. Le due frasi sottolineano come la fede modelli e influenzi le società nei valori e nelle tradizioni.
Alcuni pensieri, poi, hanno il sapore della spiritualità, ma senza chiamare in causa Dio: “Secondo me avrà sempre senso credere, non in Dio necessariamente, ma basterebbe solo nei propri sogni” e ancora (con il verso di una canzone) “Credo negli esseri umani”. Pensieri che raccontano di come sia difficile credere in Dio, ma allo stesso tempo dicono come avere fede possa aiutarci a vivere meglio perché ciascuno di noi cercherà sempre di dare un senso alla propria vita o quanto meno di comprenderla.
Il rapporto tra i giovani e la fede è pieno di domande e la preghiera viene vista come in un’occasione per fare una chiacchierata o sfogarsi direttamente con Dio. “Mi piace pensare alla preghiera come a un dialogo con l’infinito” racconta qualcuno, “Per me pregare è urlare contro il cielo” scrive qualcun altro e la risposta a questi pensieri sembra proprio arrivare da altre frasi scritte sullo Young’s Wall come, per esempio, “La fede mi aiuta a sciogliere i nodi della vita”, “La fede mi ha aiutato ad affrontare tanti momenti bui”, “Fede è trovare sempre una luce nel buio” e ancora “Se mi dici fede, io penso all’anello, perché nel matrimonio devi aver sempre fede, come con Dio, anche nei momenti difficili”. Una fede che ha l’arduo compito di farsi carico delle difficoltà e degli ostacoli incontrati sul cammino, un credo a cui viene chiesto di essere una sicurezza su cui reggersi in ogni istante.
La fede, però, non serve solo nei momenti bui. “Fede per me è scelta” scrive un giovane: ognuno leggerà questo pensiero con le proprie idee e in maniera differente, ma è innegabile che sia una frase forte. Si può scegliere di credere come si può scegliere di fare il contrario, si può scegliere di star accanto a Dio o di cercarlo solo nel momento del bisogno, si può scegliere di rivolgere a Lui gli occhi o meno perché è nella libertà che risiede la bellezza della fede. Non si crede per obbligo, ma per scelta.

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