Quarant’anni fa la morte di Paolo VI. A ottobre sarà proclamato santo

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“Con profonda angoscia e commozione vi devo informare che Papa Paolo VI è mancato alle 21,40 di questa sera 6 agosto 1978”. Alle 21,44 l’allora vicedirettore della Sala Stampa del Vaticano comunicava ai giornalisti la scomparsa di Papa Montini, questo stringato comunicato ufficiale apriva l’edizione straordinaria del Tg1 di quella sera d’estate di quarant’anni fa. Il giornalista Massimo Valentini, emozionato ma professionale, annunciava ai telespettatori che Paolo VI era appena morto presso la residenza estiva papale di Castel Gandolfo, dove si era recato da pochi giorni per un periodo di riposo. La morte causata da un edema polmonare, arrivò imprevista, altrimenti lo stesso Pontefice non avrebbe lasciato le Mura Leonine, anche se da un po’ di tempo il Santo Padre appariva affaticato, molto provato dal recente rapimento e assassinio del Presidente della Dc Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, per la cui liberazione si era speso personalmente.
Uomo coltissimo, umile e riservato, profondamente spirituale, Paolo VI, eletto al soglio di Pietro il 21 giugno 1963, per sua espressa volontà nel testamento chiedeva che i suoi funerali, dovessero essere “pii e semplici”, funerali sobri, senza riti particolari. Per la tomba scrisse: “Amerei che fosse nella vera terra, con umile segno, che indichi il luogo e inviti a cristiana pietà. Niente monumento per me”. La semplice bara contenente le spoglie mortali di Papa Montini, era senza decori, di legno chiaro, deposta a terra sul sagrato di Piazza San Pietro e sopra di essa, un Vangelo aperto e sfogliato dal vento. Su quello stesso sagrato, il prossimo 14 ottobre, Montini, già beatificato da Papa Francesco il 19 ottobre 2014, sarà proclamato Santo insieme a Monsignor Oscar Arnulfo Romero. La canonizzazione si terrà durante il Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani. Ricordiamo una frase di Bergoglio pronunciata durante la proclamazione del 19 ottobre: “Nei confronti di questo grande Papa, di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera e importante: Grazie!”.
Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini (www.istitutopaolovi.it) nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, in provincia di Brescia da Giorgio Montini, esponente di primo piano del cattolicesimo sociale e politico italiano di fine Ottocento, e da Giuditta Alghisi, appartenente alla piccola nobiltà rurale locale. Ordinato sacerdote il 29 maggio 1920, il futuro Paolo VI il giorno seguente celebra la prima Messa nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in Brescia. Trasferitosi a Roma, tra il 1920 e il 1922 Montini frequenta i corsi di Diritto civile e di Diritto canonico presso l’Università Gregoriana e quelli di Lettere e Filosofia presso l’Università Statale. Nel 1923 Montini inizia la carriera diplomatica presso la Segreteria di Stato di Sua Santità e viene inviato a Varsavia come addetto alla Nunziatura Apostolica. A questo proposito l’attuale Segretario di Stato Pietro Parolin ha dichiarato che “Paolo VI è stato un grande riformatore della diplomazia pontificia”. Rientrato in Italia Montini nel 1924 è nominato dapprima assistente ecclesiastico del Circolo romano della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), quindi nel 1925 assistente ecclesiastico nazionale della stessa Federazione, carica che lascerà nel 1933. Il 13 dicembre 1937 è nominato Sostituto della Segreteria di Stato e il 29 novembre 1952 Pro-Segretario di Stato per gli Affari Straordinari. Il 1° novembre 1954 Pio XII elegge Montini Arcivescovo di Milano, mentre il 15 dicembre 1958 Giovanni Battista Montini è creato Cardinale da Giovanni XXIII. Il 21 giugno 1963 Montini viene eletto Pontefice e il 29 settembre apre il secondo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II, che, alla fine del quarto periodo, concluderà solennemente l’8 dicembre 1965.
Arrivato a guidare la Chiesa dopo Giovanni XXIII, Paolo VI, volto austero e atteggiamento pacato, si distingueva nettamente dall’estroverso e gioviale Roncalli. Eppure Paolo VI appena eletto, si dovette occupare di attuare e ampliare le innovazioni cominciate da Giovanni XXIII, e non fu un’operazione semplice. Sotto il suo pontificato venne celebrata la prima Giornata mondiale della Pace il 1° gennaio 1968 e si svolse l’Anno Santo del 1975. Montini fu il primo Papa a viaggiare in Italia e all’estero in aereo. Africa, America, Oceania e Australia e Asia furono le mete dei suoi viaggi apostolici e fu il primo Pontefice a tenere un discorso alle Nazioni Unite. Celebre il suo “Mai più la guerra” pronunciato dal Papa a New York il 4 ottobre 1965.
Ricordiamo le tante encicliche di Papa Montini: “Ecclesiam Suam” (6 agosto 1964), sul dialogo all’interno della Chiesa e della Chiesa con il mondo. “Mense Maio” (29 aprile 1965) che invita a pregare la Madonna per il felice esito del Concilio e per la pace nel mondo. “Mysterium fidei” (3 settembre 1965) sull’Eucaristia. “Christi Matri” (15 settembre 1966) con la quale chiede nuovamente preghiere alla Madonna per la pace nel mondo. “Populorum progressio” (26 marzo 1967) sullo sviluppo dei popoli. “Sacerdotalis caelibatus” (24 giugno 1967) sul celibato sacerdotale e “Humanae vitae” (25 luglio 1968) sul matrimonio e sulla regolazione delle nascite.
Il Beato Paolo VI è certamente uno dei Papi dal quale Bergoglio trae ispirazione per il suo pontificato. Al timone della Chiesa in anni difficili (1963-1978) per l’Italia e per il resto del Pianeta, Montini diventerà Santo a causa di un ultimo miracolo attribuito alla sua intercessione che riguarda la guarigione, dichiarata inspiegabile dalla scienza, di una bambina non ancora nata, che si trovava nel ventre della madre al quinto mese di gravidanza.

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