Bassa Val Serina, la prima unità pastorale: «I cambiamenti sono lenti e graduali»

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Quella della Bassa Val Serina è stata la prima Unità pastorale ufficiale costituita nella diocesi di Bergamo. Era il 17 settembre 2008 e questo passo dava forma concreta per la prima volta a quanto indicato dal 37esimo Sinodo della Chiesa di Bergamo conclusosi l’anno precedente. Il Sinodo indicava l’Unità pastorale come via preferenziale per perseguire una “pastorale d’insieme” riconoscendo, nel cammino, la necessità di un lungo processo di maturazione dello stile di comunione. Attuale moderatore dell’Unità pastorale della Bassa Val Serina è don Gianluca Mandelli. Nove sono le parrocchie coinvolte: Bracca, Frerola, Pagliaro, Ambriola, Rigosa, Costa Serina, Ascensione, Trafficanti e Cornalta. “Il nostro territorio ha vissuto la prima fase, direi sperimentale, di questo passaggio storico nella diocesi di Bergamo. – racconta don Mandelli – La prima osservazione che si può fare è che tra quanto scritto a quel tempo nelle ‘intenzioni’ a quanto poi effettivamente è stato fatto c’è ancora strada da fare. Essere più ‘vecchi’ non significa essere più esperti. I cambiamenti sono lenti e dare per scontata l’assimilazione di un cambiamento è sbagliato. Serve la giusta gradualità che, forse, nell’istituzione delle prime Unità pastorali è stata poco considerata”. Don Mandelli sottolinea la validità del cammino di preparazione che oggi le parrocchie compiono prima dell’istituzione ufficiale. “E’ un percorso che rende consapevoli e che coinvolge le parrocchie fin dai primi passi. Credo che nel nostro territorio si sia sentita a quel tempo la mancanza di una condivisione allargata del progetto”. Con la creazione nel 2014 dell’équipe pastorale qualcosa cambia. “E’ stata un’intuizione geniale. – osserva il moderatore – Mancava un organismo che a livello di Unità pastorale riunisse laici e sacerdoti. Lì si poteva pensare e decidere insieme”. Dall’équipe vengono ripresi i punti del decreto del 2008, si analizza quanto fatto e quanto non attuato e si progettano insieme cammini capaci di valorizzare tutte le comunità. “Già nel 2008 pastorale giovanile e familiare volevano essere i due ambiti principali di intervento. – spiega – Con gli adolescenti da tre anni si condivide il percorso in Unità pastorale e insieme si vivono i campi scuola, l’esperienza estiva, il Cre. Con le famiglie sono partite alcune iniziative. Ci sono incontri di preghiera per famiglie con bimbi dagli 0 ai 6 anni e da quest’anno anche alcuni incontri in Avvento e Quaresima per chi ha i figli che frequentano il catechismo. Le parrocchie insieme faranno anche un pellegrinaggio”. Unica punta di rammarico per don Gianluca è non aver continuato nel tempo un dialogo serio con le amministrazioni. “Il Tavolo che esisteva ai tempi dell’istituzione dell’Unità pastorale è saltato. Credo che riprendere il confronto insieme sul territorio tra le diverse agenzie educative sia necessario oggi più che mai. L’importanza del dialogo fa Chiesa e mondo ci viene confermata nella scelta della diocesi di istituire le Comunità ecclesiali territoriali dove nella riflessione ecclesiale entra la vita reale delle persone. Anche nella vita di un’Unità pastorale è necessario incrociare l’esistenza concreta dei laici, pensare e decidere insieme ed essere attenti, nell’originalità di ciascuna comunità, alla bellezza del camminare insieme”.

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