Al Macs «La cura della casa comune»: una mostra tra clima, ambiente ed ecologia

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Fa tappa al Macs di Romano di Lombardia la mostra itinerante di approfondimento ambientalista ed ecologista. L’ambiente è patrimonio di tutta l’umanità, un’“eredità comune” da amministrare e non da distruggere e per questo diventa importante prendercene cura. Questo è il messaggio chiave dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” che, a quattro anni di distanza dalla sua pubblicazione, continua a essere un documento di grande attualità ed è anche il filo conduttore dell’esposizione tematica «La cura della casa comune» inaugurata al Museo di Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia. Ideata dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, la mostra è composta da undici pannelli realizzati dai ragazzi dell’Accademia della grafica del Patronato San Vincenzo. Ogni pannello è strutturato per argomento con: una fotografia rovesciata, un passo dell’enciclica di Papa Francesco e alcuni dati statici  per  rileggere e riflettere in modo più chiaro e pratico l’enciclica e le problematiche ambientali  fornendo delle nuove consapevolezze per il nostro vivere quotidiano.

Partendo dal primo pannello, in cui si definisce la Terra come una “sorella che protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”, il secondo pannello ci mette davanti  il problema globale più evidente sul nostro pianeta: i cambiamenti climatici che rimangono oggigiorno una delle principali sfide attuali per l’umanità.  Infatti, proseguendo dal terzo al settimo pannello,  vengono presentate le conseguenze dei mutamenti climatici: i flussi migratori di profughi costretti ad abbandonare le loro case perché non hanno altre disponibilità economiche e risorse che permettano loro di adattarsi ai nuovi impatti climatici (nel 2050 saranno 143 milioni e non sono riconosciuti come rifugiati dalle convenzioni internazionali), il consumo dell’acqua quale bene prezioso di primaria importanza risulta aumentato negli ultimi 100 anni del 600% (dato dell’IRSA, Istituto di Ricerca sulle Acque), la variegata biodiversità che sta perdendo ogni giorno circa cinquanta specie di esseri viventi, lo spreco alimentare è pari a un terzo del cibo prodotto e la persistente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza nel mondo  come cita il Rapporto Oxfam  in cui ventisei individui possiedono la ricchezza di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale.  Poi, dall’ottavo al decimo pannello vengono affrontati i seguenti argomenti: l’ecologia integrale, l’insostenibilità ambientale che già allarmava negli anni ’70 alcuni scienziati del MIT, le “buone prassi” o le semplici accortezze per avere una quotidianità sostenibile come fare la raccolta differenziata, il gesto più semplice e intelligente per aiutare il nostro pianeta terra. Infine, nell’ultimo pannello  troviamo: «L’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile», il programma d’azione con diciassette obiettivi da raggiungere per le persone, il pianeta e la prosperità che è stato sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei  193 Paesi membri dell’ONU.

La mostra si potrà visitare fino a domenica 8 dicembre nella Sala Tadini del Macs a ingresso libero e gratuito il mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30 mentre il venerdì, il sabato, la domenica e giorni festivi dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30; per le scolaresche l’esposizione è aperta tutti i giorni in orari da concordare.

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